Il Vespucci protagonista al Trauma Street Food di Riccione
Di Michele Petrocelli
Ventiquattro studenti dell’Ipsar Vespucci di Milano conquistano il pubblico del Trauma Meeting coni sapori della tradizione meneghina
Riccione, 7-9 ottobre 2026 — Tre giorni dedicati alla medicina, alla formazione e all’incontro tra professionisti si sono trasformati, per una sera, anche in una straordinaria vetrina per la cultura gastronomica italiana. Nell’ambito del Trauma Meeting di Riccione, il prestigioso appuntamento annuale che riunisce specialisti italiani dell’ortopedia e della fisiatria, l’Ipsar Vespucci di Milano è stato protagonista di una serata culinaria di alto livello, portando in scena i sapori e la tradizione della cucina meneghina.
All’interno della manifestazione, la Società Ortopedica organizza ogni anno una particolare serata conviviale, il Trauma Street Food”, un appuntamento che unisce la dimensione professionale del congresso a quella più informale e piacevole della convivialità. Per l’edizione 2026 sono stati invitati due istituti alberghieri, rappresentativi di altrettante realtà regionali italiane: una scuola del Trentino- Alto Adige e l’Ipsar Vespucci, selezionato tra gli istituti alberghieri della Lombardia.Per il Vespucci si è trattato di un riconoscimento importante, ma soprattutto di una straordinaria occasione formativa per i suoi studenti. Sono stati infatti 24 studentesse e studenti a scendere in campo, affiancati e guidati dai loro docenti di Cucina e Sala, mettendo alla prova competenze, preparazione e capacità organizzative in un contesto professionale di grande rilievo.
Dietro il successo della serata c’è stato un intenso lavoro preparatorio. La squadra del Vespucci ha iniziato a lavorare già una settimana prima dell’evento, all’interno dei laboratori dell’istituto. Un percorso fatto di prove, preparazioni, verifiche e messa a punto dei piatti, durante il quale gli studenti hanno potuto confrontarsi con una situazione molto vicina a quella che incontreranno nel mondo professionale.
A guidarli sono stati il Dirigente Scolastico, Luigi Costanzo con i docenti di cucina Roberto Di Mauro, Maurizio Sanfracesco e Gabriele Cavallari, affiancati dai docenti di sala Stefano Mazzeo e Giuseppe D’Urso, con il prezioso supporto dell’assistente tecnico Alessandro Paiano. Un lavoro di squadra che ha richiesto precisione, coordinamento e capacità di gestire tempi e quantità, senza mai perdere di vista la qualità del prodotto finale. Per gli studenti, quindi, non si è trattato semplicemente di preparare alcuni piatti, ma di sperimentare concretamente cosa significhi organizzare e gestire un servizio di catering destinato a un pubblico numeroso e qualificato.
La sera del 7 ottobre è arrivato il momento della prova sul campo. Gli studenti e i docenti del Vespucci hanno organizzato e gestito un catering destinato a oltre 800 invitati, proponendo un menu interamente ispirato alla tradizione gastronomica milanese.
Una scelta precisa e identitaria: portare fuori dai confini della Lombardia alcuni dei piatti che meglio raccontano la cultura gastronomica meneghina, reinterpretandoli in una formula adatta a un grande evento.
Protagonisti del menu sono stati i mondeghili alla milanese, uno dei più caratteristici simboli della cucina popolare milanese; il risotto al salto, trasformazione croccante e raffinata di uno dei piatti più celebri della tradizione lombarda; il boccone di ossobuco in gremolada, omaggio a una delle preparazioni più rappresentative della cucina meneghina; e, per concludere, una meneghina in due versioni, classica allo zabaione e moderna la caramello salato, dolce che ha completato il percorso gastronomico dedicato alla città di Milano.
Il risultato è stato un vero viaggio nei sapori della Lombardia, capace di coniugare tradizione, tecnica e capacità organizzativa. Gestire un servizio per oltre ottocento persone significa saper lavorare in squadra, rispettare tempi rigorosi, comunicare tra i diversi reparti, affrontare gli imprevisti e mantenere elevati gli standard qualitativi anche sotto pressione. Sono competenze che difficilmente possono essere apprese soltanto
attraverso la teoria e che acquistano un valore particolare quando vengono sperimentate direttamente sul campo.
A Riccione, gli studenti non hanno semplicemente rappresentato la propria scuola: hanno
rappresentato Milano e la Lombardia, raccontandone la cultura attraverso il cibo e dimostrando come la formazione professionale possa trasformarsi in una concreta esperienza di eccellenza. Il successo del Trauma Street Food è quindi il risultato di un lavoro corale: quello degli studenti, dei docenti e del personale tecnico che li ha accompagnati nella preparazione e durante il servizio.
E forse è proprio questo l'aspetto più significativo dell'esperienza di Riccione: vedere una scuola trasformarsi, per una sera, in una vera brigata di cucina e in una squadra di sala capace di affrontare un evento di grande dimensione con professionalità, entusiasmo e senso di responsabilità.
Per gli oltre ottocento ospiti del Trauma Meeting, quella del Vespucci è stata una serata all'insegna dei sapori milanesi. Per i 24 studenti che l'hanno resa possibile, è stata invece una lezione che difficilmente si può imparare sui libri: la lezione del lavoro vero, della squadra e della responsabilità professionale.



